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Primo barometro della Solidarietà pubblicato in occasione del 75esimo anniversario della Catena della Solidarietà

In vista della sua speciale settimana di raccolta fondi organizzata in collaborazione con la SSR, la Catena pubblica il suo primo Barometro della solidarietà. Lo studio, realizzato dall’istituto di ricerca Sotomo sulla base di un sondaggio, ha rivelato che la solidarietà è stata messa a dura prova durante la pandemia di coronavirus. La Catena lancia dunque un appello: dal 12 al 17 dicembre uniamo le forze per stimolare e rilanciare il nostro spirito solidale.

Con il suo primo Barometro della solidarietà, realizzato in collaborazione con l’istituto di ricerca Sotomo, la Catena mira a capire le diverse sfaccettature della solidarietà in Svizzera, ovvero il pilastro su cui da 75 anni poggia il suo operato a favore delle persone nel bisogno. Lo studio affronta temi come la percezione della solidarietà nelle varie regioni del paese, la sua evoluzione a confronto con le generazioni e le questioni che stanno più a cuore alla popolazione.

La solidarietà messa a dura prova durante la pandemia di coronavirus

La popolazione svizzera ha dimostrato un grande slancio solidale all’inizio della pandemia. Venti mesi dopo, il Barometro della solidarietà della Catena rivela un cambiamento di percezione al riguardo: il 17% delle persone interpellate ritiene che sia aumentata, mentre il 38% ne perepisce una diminuzione, una sensazione particolarmente marcata in Svizzera tedesca (43%) e tra i giovani (41%).

La persistenza dello spirito solidale nella sfera privata

La solidarietà sembra non perdere terreno nella sfera privata. Quasi un terzo delle persone che a inizio pandemia si erano impegnate a favore di familiari o vicini continua a farlo, il 46% ha mantenuto contatti e rapporti con il vicinato. Gli over 65 percepiscono la solidarietà in modo più positivo rispetto a prima della pandemia.

I giovani travolti dalla crisi del coronavirus

Il 37% degli interpellati ritiene che i giovani si siano mostrati particolarmente solidali durante la pandemia, contro il 13% che invece reputa che lo siano stati in misura minore. Anche se meno a rischio degli over 65 anni, le nuove generazioni hanno visto il loro campo d’azione restingersi notevolmente a causa delle misure di protezione. Proprio i giovani hanno percepito in maggior misura un’erosione della solidarietà.

Il divario generazionale si fa inoltre più marcato riguardo a chi dovrebbe fare di più per le persone in difficoltà: il 44% delle persone tra i 18 e i 35 anni auspica più contributi da parte dello stato, mentre nella fascia dai 35 ai 65 anni emerge la necessità di una maggiore responsabilità da parte di famiglia e cerchia sociale. Una minoranza considera invece che dovrebbero essere associazioni e privati a contribuire di più.

Rinsaldiamo i legami di solidarietà

La solidarietà è stata messa a dura prova durante la pandemia. La Catena lancia un appello alla popolazione svizzera per rafforzare lo spirito solidale in occasione della speciale settimana di raccolta fondi dal 12 al 17 dicembre, che culminerà in una giornata nazionale di colletta a favore dell’infanzia che soffre in Svizzera e nel mondo.

Le donazioni sono possibili sin d’ora al sito www.catena-della-solidarieta.ch e sul conto postale 10-15000-6 con la menzione «Infanzia».

Cifre e informazioni supplementari emerse dal Barometro della solidarietà

Nel quadro del primo Barometro della solidarietà, realizzato a settembre 2021 in collaborazione con l’istituto di ricerca Sotomo, sono state interpellate 3000 persone nelle varie regioni linguistiche svizzere.

  • La modestia, un virtù tipicamente svizzera: oltre l’80% dei partecipanti al sondaggio considera che le buone azioni vadano taciute, una tendenza particolarmente marcata nella Svizzera italiana, dove più del 90% delle persone interpellate ritiene che sia meglio dare prova di discrezione.
  • In Svizzera, la solidarietà è maggiore nei confronti delle persone in difficoltà, mentre i giovani hanno più a cuore la causa ambientale e la protezione degli animali. In generale, però, è l’infanzia vulnerabile a polarizzare di più l’interesse di donatrici e donatori.
  • Per effetto della pandemia, è aumentato il divario sociale: il 17% delle persone che hanno partecipato al sondaggio dichiara di avere meno denaro a disposizione rispetto a prima della pandemia, il 10% dice di averne di più. Soprattutto le persone con un reddito mensile inferiore a 6000 franchi hanno meno margine di manovra. Coloro che durante la pandemia hanno migliorato la loro situazione finanziaria donano di più.
  • L’80% degli interpellati ritiene che donare rende felici.

 

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